Welfare, Nestlé Italia: 3 mesi di congedo a neo papà, telemedicina gratuita, smart working

L’82% dei neopapà o secondi caregiver del Gruppo Nestlé in Italia ha usufruito di “Nestlé Baby Leave”, il congedo di 3 mesi retribuito al 100% introdotto dall’azienda a partire dal 2022. Questi numeri confermano che l’iniziativa sia molto apprezzata dai neopapà che lavorano in Nestlé e spiccano come un esempio particolarmente positivo rispetto alla reale situazione del nostro Paese.

Secondo gli ultimi dati INPS [1], infatti, il 64% dei neopapà sceglie di usufruire dei 10 giorni di congedo previsti dalla legge. Ciò dimostra che c’è spazio per superare i retaggi socioculturali che tuttora investono neogenitori e datori di lavoro.

Il Gruppo Nestlé è stato il primo in Italia, nel 2012, a prevedere due settimane di congedo di paternità e, dieci anni dopo, ha continuato a dimostrare di essere un apripista nelle politiche di welfare aziendale e nelle misure di supporto della genitorialità. Il tutto per favorire una genitorialità condivisa, al fine di contrastare il divario di genere. Nestlé, infatti, è consapevole del ruolo e della responsabilità che una grande azienda ha nel fornire il proprio contributo per migliorare la vita delle proprie persone e stimolare un cambiamento, anche a livello culturale, nel mondo del lavoro e nella società. Ne è riprova anche il tasso di natalità in azienda, che è pari a 1,6 figli per donna, contro la media italiana che si attesta a 1,24 [2].

Dal 2008, Nestlé è stata anche la prima azienda a offrire ai genitori la possibilità di portare i figli in ufficio durante la chiusura delle scuole attraverso l’iniziativa “90 Giorni”, che garantisce per 6 settimane consecutive un’assistenza completa ai bambini durante le ore di lavoro. Nel solo 2023, inoltre, nel nostro Paese Nestlé ha contribuito al pagamento di 27 rette di asilo nido per i figli dei suoi collaboratori, per un ammontare di quasi € 75.000.


E tra le novità lanciate dall’azienda nel 2024, grazie al rinnovo del contratto integrativo siglato con i sindacati c’è un servizio di telemedicina gratuito di cui le proprie persone e i relativi familiari possono usufruire per un consulto da remoto, disponibile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, con medici o specialisti riguardo a problemi di salute non urgenti.

Questa attività si aggiunge al pacchetto di misure per la tutela della salute che Nestlé offre già ai suoi dipendenti e che include uno sportello di supporto psicologico, visite mediche di diverso tipo e un programma di prevenzione oncologica in collaborazione con diversi enti, tra cui LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori).

Nel complesso, nel 2023 sono state 1.090 le visite mediche specialistiche effettuate dalle persone del Gruppo presso le diverse sedi aziendali e 358 le sessioni di training e terapia legate al benessere psicologico erogate gratuitamente ai dipendenti.

Altre soluzioni introdotte dal Gruppo con l’obiettivo di venire incontro alle esigenze dei propri collaboratori sono il FAB Working, il modello di smart working flessibile e bilanciato sviluppato da Nestlé, e di cui usufruiscono oltre 2.000 delle sue persone, e il Nestlé Welfare Program (Wellnest), il nuovo programma di welfare aziendale che ha tra i tanti servizi l’Employee Assistance Program con cui dà alle persone del Gruppo la possibilità di ottenere un supporto in situazioni di stress per problematiche in diversi ambiti, quali quelle inerenti a tematiche di diritto civile o di famiglia. 

Siamo convinti che la crescita della nostra azienda sia fortemente connessa al benessere di tutte le persone che lavorano, direttamente o indirettamente, con noi e, per questo, ci dedichiamo a migliorare la qualità della vita degli individui e delle comunità in cui operiamo” – ha dichiarato Marco Travaglia, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Nestlé in Italia – “Siamo stati e continuiamo a essere dei veri e propri apripista in materia di welfare aziendale e di supporto alla genitorialità, stimolando altre imprese a un cambio di passo e di mentalità nel mondo del lavoro. Per questo motivo, ritengo sia molto importante pesare non solo l’impatto economico di un’azienda, ma anche il suo impatto sociale. È la prossima sfida che intendiamo presentare a breve”.

Note:

[1] Fonte: https://servizi2.inps.it/servizi/osservatoristatistici/api/getAllegato/?idAllegato=1021

[2] Dati al 2022. Fonte ISTAT per il dato nazionale

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