Rete “Frankenstein”, autorizzazioni lente e fiducia fragile, ma accelerano investimenti e autoproduzione.
Il sistema energetico sta entrando in una fase di riconfigurazione strutturale: la generazione distribuita e l’autonomia locale avanzano, mentre la rete, progettata per un’era centralizzata, mostra limiti crescenti in termini di capacità, resilienza e tempi di connessione. È quanto evidenzia l’Energy Index di TEAM LEWIS, basato su oltre 2.500 interviste online, raccolte tra il 30 dicembre 2025 e il 13 gennaio 2026, che descrive un panorama “Frankenstein”: carichi e bisogni del XXI secolo appoggiati su un’infrastruttura del XX secolo, con impatti diretti su volatilità, affidabilità e fiducia.
Evidenze chiave per il settore energia: volatilità e fragilità di rete rappresentano un rischio sistemico
· Volatilità e costo: per il 32% dei consumatori l’aumento delle bollette è una delle principali sfide domestiche (in alcuni Paesi oltre il 40%)
· Adeguatezza infrastrutturale: per i business leader l’aumento della domanda è un rischio per il 41% e le infrastrutture obsolete per il 36% (in Italia: 34% con preoccupazioni allineate)
· Fiducia: globalmente il 41% dei consumatori non si fida della propria amministrazione nella gestione di prezzi e forniture; in Italia il dato di sfiducia è più contenuto, ma significativo (fiducia 30%, sfiducia 39%).
Italia: domanda di rinnovabili ed efficienza “bloccata” da accesso e frizioni operative
In Italia emergono priorità più “operative” che ideologiche:
· Accesso alle rinnovabili: principale sfida per il 20% (vs 13% globale)
· Efficienza reale (impianti / elettrodomestici): 17% (vs 9% globale)
· Dipendenza energetica: 20% (vs 16% globale)
· Riscaldamento domestico ancora dominato da gas ed elettricità (oltre 50%).
Trend (supply & demand): dalla dipendenza alla sovranità energetica
Industria e imprese stanno accelerando la trasformazione del proprio mix per resilienza e controllo:
· Cambio fonti: l’81% dei leader aziendali intende cambiare le fonti energetiche primarie nei prossimi 5 anni
· CAPEX in tecnologie energetiche: l’85% delle aziende aumenterà gli investimenti nei prossimi 3–5 anni (Italia 83%)
· Readiness: l’82% si dichiara pronto ad adottare nuove tecnologie (Italia 76%).
Consumatori: cresce la competenza, ma l’adozione resta discontinua
· Alfabetizzazione: il 73% conosce i dati di consumo e il 72% comprende le fonti energetiche (in Italia sono il 70% e il 69%)
· Accettazione del “costo transizione”: il 46% globale supporta iniziative rinnovabili anche con bollette più alte; in Italia sale al 54%
· Intento vs azione: 49% pronto ad adottare nuove tecnologie, ma solo 13% sta cambiando la fonte primaria (Italia 16%).
Dove si inceppa la transizione: permitting, connessioni, supply chain e costi upfront
Il report evidenzia che le barriere sono sempre meno “di tecnologia” e sempre più di sistema:
· Normativa e permitting: il 55% dei leader del settore indica le normative come freno ai progetti; in Italia è il 62%
· Vincoli fisici e supply chain: il 45% segnala rallentamenti per disponibilità di componenti e materie prime
· Costi iniziali: per il 34% sono l’ostacolo principale
· Percezione consumer: il 36% ritiene che le normative rallentino l’adozione di nuove tecnologie.
Tecnologie che si consolidano: solare “dominante”, eolico secondo pilastro
La transizione converge su soluzioni mature e scalabili. Il solare è considerata la tecnologia più promettente per il 31% dei business leader (Italia 29%) e per il 35% dei consumatori (Italia 36%), seguita dall’eolico che è indicato come secondo pilastro della nuova rete energetica, componente strutturale della nuova architettura.
Nuovo standard operativo: integrazione e partnership
La complessità della rete distribuita rende decisive integrazione e alleanze: il 74% dei business leader considera le partnership tecnologiche preziose per affrontare le sfide (dati, hardware, interconnessioni, gestione).
Comunicazione “di sistema”: trasparenza, fiducia e alfabetizzazione come leve di adozione
L’Indice sottolinea che la transizione richiede anche un’infrastruttura immateriale: fiducia e comprensione. In particolare, per ridurre il gap tra intenzione e comportamento, sono necessari messaggi e strumenti che rendano chiari benefici, processi autorizzativi, tempi, vincoli di rete e supporti disponibili, aiutando cittadini e imprese a prendere decisioni informate.
Il report è disponibile a questa pagina: https://www.teamlewis.com/it/energy-index/




















