Svelata la classifica dei 150 migliori luoghi di lavoro in Europa. Italia quinta per numero di aziende premiate

Great Place to Work ha stilato il ranking dei 150 “Best Workplaces in Europe 2023”, ovvero le imprese europee in cui i collaboratori sono più felici di lavorare.

Great Place to Work, azienda leader nello studio e nell’analisi del clima aziendale, della trasformazione organizzativa e dell’employer branding, ha stilato la classifica “Best Workplaces in Europe 2023”, le 150 migliori aziende europee per cui i dipendenti sono più felici di lavorare, scelte da oltre un milione di collaboratori in rappresentanza di 2,6 milioni di persone impiegate in oltre 3.300 imprese attive in 21 paesi in Europa. Il ranking è stato stilato proprio alla vigilia dell’International Week of Happiness at Work, la settimana internazionale della felicità sul lavoro, che quest’anno si celebra in tutto il mondo dal 25 al 29 settembre 2023.

La classifica, suddivisa in 4 categorie (Multi-national Companies, Large, Medium e Small) in base al numero di collaboratori (multinazionali, oltre 500, tra 50 e 499, tra 10 e 49), ha visto le migliori organizzazioni europee ottenere, in media, un dato superiore di 11 punti percentuali (90%) rispetto a quelle premiate nelle diverse classifiche nazionali Best Workplaces (79%). Facendo invece un focus sull’Italia, il nostro Paese è al 5° posto tra quelli europei, insieme a Irlanda, Spagna e Svizzera, per numero di aziende premiate (6%), dietro a Francia (10%), Gran Bretagna (9%), Germania e Turchia (7%) e ha due imprese (Sorgenia e Illimity) che figurano rispettivamente al 13° e al 31° posto tra le 50 Best Large Companies europee. Sono altre due, Bending Spoons (12° posto) e Reverse (38° posizione) le organizzazioni italiane presenti nella categoria 50 Best Medium Companies, mentre c’è solo Accuracy (10° posto) tra le aziende tricolori premiate nella categoria delle 25 Best Small Companies. Nella categoria Multi-national Companies da sottolineare, invece, come sono ben 12 le sedi italiane delle multinazionali presenti nel ranking (DHL Express, AbbVie, Hilton, Cisco, Salesforce, Stryker, Teleperformance, Cadence, SC Johnson, Sopra Steria, Kiabi, Admiral Group (ConTe.it), WL Gore, Bacardi, Bristol-Myers Squibb), a testimonianza dell’assoluta forza del tessuto imprenditoriale Made in Italy sul mercato europeo.

Il principale indicatore preso in considerazione nell’analisi del ranking delle migliori aziende europee è il Trust Index, l’indice di “fiducia” che raggruppa tematiche quali credibilità, rispetto, equità, spirito di squadra e orgoglio. Qui i Best Workplaces in Europe 2023 hanno mostrato, nel confronto con le aziende premiate nelle varie classifiche nazionali dei Best Workplaces, migliori risultati in termini di credibilità e rispetto (+11%), equità e orgoglio (+10%) e spirito di squadra (+9%). Altri temi importanti emersi nella ricerca riguardano i benefit, speciali e unici, ottenuti dai collaboratori rispetto ai quali c’è una differenza di 18 punti percentuali tra i Best Workplaces in Europe 2023 e le imprese premiate nei ranking nazionali, la redistribuzione equa dei profitti realizzati dall’organizzazione (+17%), l’equità della paga per il lavoro svolto, l’offerta di corsi professionalizzanti, il coinvolgimento diretto dei dipendenti da parte della direzione nelle decisioni che riguardano l’ambiente di lavoro, la possibilità per tutti i membri di un’organizzazione di poter ottenere speciali riconoscimenti e la capacità della direzione manageriale di assegnare i giusti ruoli e di coordinamento dei dipendenti (+15%).

“Il ranking dei 150 migliori ambienti di lavoro in Europa, secondo il parere espresso da oltre un milione di persone, conferma, ancora una volta, la centralità del fattore umano per lo sviluppo del business aziendale – afferma Alessandro Zollo (nella foto), Ceo di Great Place to Work Italia – Le aziende che sono riuscite ad entrare in questa esclusiva classifica hanno saputo lavorare sull’equità delle retribuzioni, uno dei temi più delicati del mondo del lavoro di oggi, oltre che sulla percezione di condivisione della ricchezza generata dall’azienda e sulla restituzione, attraverso i benefit, di quella parte dello stipendio che l’inflazione galoppante ha inevitabilmente eroso”. Mettendo a confronto le sole 25 organizzazioni multinazionali con le aziende premiate nelle varie classifiche nazionali dei Best Workplaces si può vedere come a livello di Trust Index vi sia una differenza in media del 7% (85% vs 78%).

La categoria delle Multinational Companies, vede la conferma al primo posto di DHL Express, multinazionale attiva nei settori information technology e trasporti. Seguono al secondo posto AbbVie, realtà attiva nei settori biotecnologie e prodotti farmaceutici e dell’assistenza sanitaria e in terza posizione Hilton, catena globale attiva nell’ambito del settore alberghiero e dell’accoglienza. Il podio della categoria Best 50 Large Companies, imprese europee con un numero di collaboratori superiore a 500, è composto da AFAS Software, azienda olandese operante nel settore dell’information technology, seguita dalla tedesca adesso SE (Information Technology) e dalla britannica Baringa (servizi professionali). Tra le imprese europee costituite da un numero di persone compreso tra 50 e 499 e appartenenti alla categoria 50 Best Medium troviamo al primo posto l’olandese Blue Bricks (Information Technology) davanti all’azienda finlandese LummeCo (costruzioni e infrastrutture) e alla belga Easi (Information Technology). Infine, tra le 25 migliori aziende europee della categoria Best Small, con un numero di collaboratori compreso tra 10 e 49, trionfa la turca TrabzonPort, davanti all’impresa francese MOZOO (servizi professionali) e alla svedese Patientnämndens förvaltning Region Stockholm (assistenza sanitaria).

I 150 migliori ambienti di lavoro in Europa hanno ottenuto un punteggio medio del 90%, rispetto al 79% delle migliori aziende per cui lavorare nei singoli Paesi e soprattutto uno schiacciante +38% sulla media dell’indice medio di fiducia dei lavoratori europei. “Sapere che queste aziende riescono a dare e ricevere fiducia da 9 collaboratori su 10 mentre la media europea è del 52% e quella italiana del 44% è insieme disarmante ed eccitante. C’è tanto lavoro da fare – conclude Zollo – ma come si diceva in un famoso film di Mel Brooks: si può fare”.

52 visualizzazioni

ARTICOLI CORRELATI