La sostenibilità e le normative ESG stanno ridefinendo i modelli di supply chain, sourcing e post-vendita, impattando i processi produttivi e trasformando le modalità di collaborazione e valutazione dei fornitori. La visibilità della catena di fornitura, la serializzazione e l’impatto ambientale del prodotto sono elementi al’ordine del giorno per le aziende del Fashion & Luxury che – attraverso innovative soluzioni digitali – si prefiggono di garantire una catena di approvvigionamento trasparente e responsabile.
In un contesto in cui molte normative sono già state introdotte ed altre sono in fase di approvazione a livello Europeo, è importante per le aziende adottare strategie proattive per adattarsi ai cambiamenti in atto e alle esigenze del mercato. Da questo punto di vista, la recente Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), richiederà alle imprese di gestire i rischi legati al rispetto dei diritti umani e agli impatti ambientali, sia sulle attività che svolgono direttamente, sia sulla loro catena di fornitura. Questa responsabilità estesa richiede una visibilità completa sulla catena di fornitura che in molti casi non è presente, se non in misura limitata. Ciò ha impatti importanti sul network logistico-produttivo e sulla selezione, valutazione e qualifica dei fornitori. In ambito produttivo diventa così necessario gestire un collegamento diretto tra i batch di materie prime, semi-lavorati e prodotti finiti, garantendo la tracciabilità upstream e gestendo la trasparenza di prodotto.
Temi di particolare rilievo nel settore Fashion & Luxury, caratterizzato da catene di fornitura complesse e articolate, che sono stati discussi nel corso del convegno eP Summit 2025 alla Stazione Leopolda di Firenze (21-22 maggio 2025), l’evento di Pitti Immagine dedicato ai rapporti tra moda e mondo digitale curato dal direttore scientifico Rinaldo Rinaldi, docente del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Firenze.
L’evento ha visto la presenza di Alberto Proverbio, Senior Advisor di TESISQUARE® & Partner VPS che, di fronte ad una platea di professionisti, ha illustrato insieme a Raffaele Guzzon, Procurement & Sustainability Director Gruppo Miroglio, come l’expertise digitale possa abilitare una filiera della moda più responsabile.
Storico protagonista della moda italiana, il Gruppo Miroglio ha intrapreso un percorso di trasformazione sostenibile volto a rispondere alle nuove sfide normative, ambientali e di mercato. Al centro di questa evoluzione vi è l’obiettivo di garantire trasparenza e tracciabilità lungo l’intera catena del valore, rafforzando la reputazione del brand e offrendo ai consumatori un’esperienza d’acquisto consapevole e informata. Con oltre 11 milioni di capi gestiti ogni anno, una rete di oltre 250 fornitori e un servizio centralizzato per sette brand, Miroglio ha adottato un modello integrato di supply chain che consente il monitoraggio dei flussi produttivi, la raccolta strutturata di dati ESG e la conformità alle normative europee sul Digital Product Passport. La tracciabilità non si limita ai fornitori diretti, ma si estende fino ai livelli più profondi della filiera, permettendo una visione completa e geolocalizzata dei processi e degli impatti.
Attraverso la collaborazione con partner tecnologici come Tesisquare® e il suo competence center Elision, Miroglio ha potenziato la propria capacità di qualificare i fornitori secondo criteri ESG, tracciare i lotti produttivi, raccogliere certificazioni ambientali e raccontare in modo trasparente la storia del prodotto. Il risultato è un sistema in grado di valorizzare la sostenibilità non solo come dovere etico, ma come leva strategica per la competitività e la relazione con il cliente finale. Questa esperienza dimostra come un’azienda tradizionale possa evolvere in chiave digitale e responsabile, costruendo una supply chain solida, collaborativa e orientata al valore di lungo periodo.




















