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Presentato all’EAT Food Forum di Stoccolma di cui Novamont è partner.

Creare un’economia circolare che ridisegni il sistema alimentare globale nel rispetto del capitale naturale e delle esigenze nutritive di tutta la popolazione mondiale, lavorando con città di ogni parte del mondo e imprese multinazionali.

È la finalità di “Food initiative”, il progetto pionieristico della Ellen MacArthur Foundation presentato all’EAT Food Forum di Stoccolma e di cui Novamont è partner. Novamont collaborerà all’iniziativa, di durata triennale, per sviluppare soluzioni in grado di trasformare radicalmente il modo in cui produciamo, consumiamo e distribuiamo il cibo, oggi tra le principali cause della distruzione del suolo, dell’inquinamento, della perdita di biodiversità e dei cambiamenti climatici. L’attuale sistema di produzione e consumo alimentare, infatti, è responsabile di quasi un quarto delle emissioni globali di gas serra, con i fertilizzanti e i letami che aumentano l'inquinamento atmosferico, contaminano il suolo e penetrano nelle falde acquifere.

Il progetto si declinerà su tre assi principali:

1. agricoltura rigenerativa, in grado di aumentare la fertilità dei suoli grazie all’aumento del carbonio organico e della diversità microbiologica e alla maggiore disponibilità di elementi minerali;

2. ridisegno del ciclo del cibo. Il cibo deve essere coltivato, trasformato, trasportato e i suoi sottoprodotti gestiti in modo che ne beneficino la salute delle persone e gli ecosistemi; i sottoprodotti di un’azienda alimentare non dovranno essere più rifiuti ma risorse utili ad aumentare la salute del suolo;

3. sviluppare e commercializzare cibo più sano e salutare, non solo dal punto vista nutrizionale ma anche da quello della sua produzione.

Secondo la Ellen MacArthur Foundation agricoltura rigenerativa, approvvigionamento locale, ridisegno del ciclo del cibo e degli scarti potrebbero significare una riduzione della emissione di gas serra equivalenti a togliere dalle strade un miliardo di auto e a prevenire il degrado di oltre 15 milioni di ettari di terreni agricoli all’anno, riducendo l’esposizione ai pesticidi e all’inquinamento. Le città, semplicemente riducendo lo spreco di cibo e riciclando i sottoprodotti e i materiali organici, potrebbero generare un volano per l’economia di oltre 700 miliardi di dollari. Oltre a Novamont, parteciperanno al progetto Danone, Mizkan, Nestlè, Veolia, Yara, la fondazione Calouste Gulbenkian e città come Londra, New York e San Paolo del Brasile che sono state selezionate come sedi del progetto pilota per il ridisegno del ciclo del cibo.

“Come Novamont siamo lieti di poter contribuire a questa importante iniziativa condividendo la nostra lunga esperienza nel testare nuovi prodotti e sviluppare casi studio virtuosi, al fine di trovare soluzioni affidabili per la nostra vita sul pianeta. Il ridisegno dei flussi organici solidi e liquidi e l'eliminazione di sostanze inquinanti che si accumulano anno dopo anno nel suolo e nelle acque è un fattore trainante sia per la rigenerazione dei territori che per una vasta gamma di innovazioni. Abbiamo un forte bisogno di progetti come quello della Ellen MacArthur Foundation, per moltiplicare i progetti integrati nelle aree locali e il loro monitoraggio, interconnettere i diversi settori e rendere la società più resiliente”, ha commentato Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont. 

 

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