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Premiato a Bologna l’imballaggio Attivo, il packaging in cartone messo a punto insieme all'Università di Bologna.

Ogni anno in Europa vengono sprecate circa 88 milioni di tonnellate di cibo (173 chilogrammi pro capite), un dato che equivale al 20% circa dell’intera produzione alimentare nel Vecchio Continente. L’Italia non è da meno, in fatto di abitudini di consumo poco virtuose: il cibo che ogni anno finisce nella spazzatura, a casa degli italiani, è pari a 36 chilogrammi a persona, e al top della lista dello spreco ci sono frutta e verdura fresca, seguite da pane, cipolle, aglio, latte, formaggi e salse.

A dirlo sono i numeri del Rapporto 2018 dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market - Swg, presentato il 22 novembre a Roma in occasione dell’annuncio dei vincitori del Premio Vivere a Spreco Zero, promosso per il sesto anno dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market (www.sprecozero.it), con il Ministero dell’Ambiente e il progetto 60 Sei ZERO dell’Università di Bologna (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari), insieme all’ANCI e alla rete Sprecozero.net.

Il Premio, che ogni anno seleziona le realtà più virtuose e innovative in Italia nella lotta contro il food waste, per il 2018 vede come vincitore della categoria “Imprese” Bestack, consorzio di ricerca con sede a Forlì che riunisce i produttori italiani di imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta. Il riconoscimento è andato all’imballaggio Attivo, il packaging smart che allunga la vita di frutta e verdura e riduce gli sprechi, messo a punto insieme all’Università di Bologna, nello specifico dal team del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari di Cesena guidato dalla prof.ssa Rosalba Lanciotti.

Grazie a un innovativo brevetto, frutto di sette anni di studi e ricerche, questo imballaggio in cartone ondulato di ultima generazione è pre-sanificato e più sicuro, consente di conservare la qualità dei prodotti ortofrutticoli per più tempo e riduce in modo significativo gli sprechi. Questo avviene grazie a una miscela brevettata di estratti di olii essenziali naturali che svolgono un’azione antimicrobica e regolatrice e posticipano i processi di marcescenza di frutta e verdura, allungando la shelf-life dei prodotti stessi e riducendo gli scarti dalla produzione al consumo, con percentuali di contenimento dello spreco superiori al 10% a seconda di prodotti e stagionalità.

Il premio è stato consegnato a Bestack mercoledì 28 novembre a Bologna, nel corso di una cerimonia nel Cubiculum dell’Archiginnasio presieduta da Andrea Segrè, fondatore Last Minute Market e Luca Falasconi, curatore del premio.

“Ringraziamo Last Minute Market per questo premio, che ci riempie di soddisfazione - esordisce il direttore di Bestack, Claudio Dall’Agata - Per noi che ci occupiamo solo di una piccola parte della filiera ortofrutticola (quella del packaging, ndr) ha un valore enorme, per il contenuto etico e scientifico. È un premio alla visione, alla costanza e alla competenza di chi, dal 2011, ha iniziato a riflettere su un tema come quello dello spreco alimentare, allora ancora poco conosciuto e oggi così attuale e sentito anche da parte dei consumatori”. “Siamo stati i primi nella filiera ortofrutticola e tra i primi in senso assoluto a focalizzarci su questo tema - continua il direttore di Bestack - e a lavorare attivamente, insieme ai nostri consorziati, per proporre una soluzione sostenibile, per tutti gli attori della filiera stessa. Il nostro brevetto è al servizio di tutta la filiera ortofrutticola, perché un frutto più buono e più sano per più tempo è un vantaggio per tutti: produttori, consumatori e indotto. L’auspicio è che questo premio, e la sua visibilità, sia uno stimolo a un coinvolgimento maggiore di tutti gli operatori del settore, affinché si possa arrivare un giorno a un’applicazione su più larga scala dell’imballaggio Attivo, per ridurre gli sprechi. Diversi sono i contatti già avviati in questo senso con i principali produttori ortofrutticoli, così come con importanti catene di supermercati”. “Naturalmente, - conclude Claudio Dall’Agata - occorre una maggiore responsabilizzazione da parte di tutti. ‘Non abbiamo ereditato questo mondo dai nostri genitori, l’abbiamo preso in prestito dai nostri figli’ dice un famoso proverbio indiano. Ecco, forse, da parte del consumatore, richiedere e comprare frutta e verdura in imballaggi in cartone ondulato Attivo, potrebbe aiutare a mantenere vivo per più tempo il valore di questo prestito”.

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