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Il prof. Leonardo Celleno, presidente AIDECO, commenta la nuova norma.

Il mercato dei cosmetici naturali e biologici è in continua espansione soprattutto grazie alla maggior richiesta da parte dei consumatori di prodotti naturali, ritenuti spesso più sicuri.

“Fino a pochi anni fa sussisteva una completa mancanza di riferimento legislativo, perché non erano stati identificati i parametri chepotessero chiaramente stabilire le “condizioni basilari” di un prodotto naturale o biologico. Nonostante questo molte aziende produttrici di cosmetici hanno utilizzato ed attualmente utilizzano claims (quali “natural”, “eco”, “bio”,”green” o ”organic”) grazie ai numerosi enti certificatori (come Icea, Ecocert, CCPB, Demeter) che utilizzano standard europei (come Cosmos e Natrue) di verifica e controllo dell’ingredientistica” spiega il prof. Leonardo Celleno (nella foto), dermatologo e presidente dell’Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia.

Dopo molti anni di elaborazione è stata pubblicata la norma ISO 16128 che stabilisce delle linee guida il cui scopo è di tentare di far chiarezza sul tema prodotto-ingrediente/naturale-biologico.La norma non prende in considerazione le certificazioni e benché meno entra nel contesto della classificazione degli ingredienti (accettabili o meno). Il prof. Celleno afferma che:“la ISO 16128 non definisce nello specifico quali ingredienti siano ammessi nei cosmetici naturali o biologici ed i loro contenuti minimi nel prodotto finito. L’obiettivo è stato invece di fornire criteri quantitativi di “naturalità” applicabili a tutti gli ingredienti cosmetici e determinare indici quantitativi per la composizione in ingredienti naturali e biologici del prodotto finito”.

Considerata la valenza internazionale della norma ISO, questo approccio è un modo forse diverso di affrontare l’argomento rispetto a quanto è stato fatto nel tempo dai diversi standard. Ed è finalizzato a conseguire un’armonizzazione più estesa a livello globale; una norma ISO non può non tener conto della complessità del settore in questione o delle normative vigenti nei diversi paesi del mondo.Un esempio è il caso degli OGM, vietati solo in Europa ed ammessi in altri paesi extraeuropei e che, per la norma ISO, sono ammessi come ingredienti naturali. Tutto ciò implica quindi che all’interno di un prodotto naturale o biologico si possano inserire tutti gli ingredienti, come ad esempio i siliconi o il dietilftalato (che fino ad oggi non erano considerati “appropriati per il prodotto naturale”), purché venga calcolato un “naturalindex” idoneo per questa ISO.

Il presidente di AIDECO prosegue:“la norma forse non riuscirà a disciplinare correttamente l’attuale caos di loghi, marchi, claims o certificazioni “fai da te” e potrebbe incentivare i noti meccanismi di concorrenza basata sul greenwashing, ostacolando le numerose aziende che finora hanno seriamente investito su questi temi. Non esistendo infatti, per la norma, soglie minime di ingredienti naturali o biologici per definire tale un prodotto cosmetico finito, si rischia di utilizzare in modo inappropriato questo tipo di connotazione per quasi tutti i prodotti cosmetici”. Senza dubbio, al fine di ottenere una standardizzazione generale sul naturale e biologico, saranno necessarie ulteriori revisioni per concertare finalmente una norma o una legislazione armonizzata a livello globale.

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