NEOMA Business School scommette sulla letteratura per formare i manager del futuro

Per secoli lo studio della letteratura è stato un pilastro dell’istruzione d’élite: il confronto con i classici dell’Antica Grecia e di Roma era considerato essenziale per formare senso critico, visione etica e capacità di analisi, qualità indispensabili per chi aspirava a ruoli di leadership. Ancora oggi la formazione umanistica, dall’antichità alla contemporaneità, offre una chiave privilegiata per comprendere l’esperienza umana e la storia delle idee che modellano il nostro modo di pensare.

Perché, allora, lo studio della letteratura non è considerato fondamentale anche nella formazione in ambito business e management? Le imprese, dopotutto, sono fatte di persone. La capacità di comprendere bisogni, motivazioni e dinamiche relazionali è di enorme valore per chi si occupa di risorse umane, marketing o guida organizzazioni complesse. La letteratura, con la sua capacità critica e la sua attenzione alle ambivalenze dell’agire umano, può diventare uno strumento potente per sviluppare empatia, consapevolezza e senso etico.

È partendo da questa riflessione che NEOMA Business School ha introdotto, a partire da settembre 2025, il corso obbligatorio “Lessons from Great Literary Texts: Management, Business and Leadership. L’insegnamento, affidato alla professoressa Agathe Mezzadri-Guedj, sarà seguito da tutti gli studenti del primo anno del programma Grande École.

Il corso crea un ponte tra scienze umane e management, utilizzando grandi opere della letteratura antica e contemporanea per esplorare temi centrali come il potere, la diversità, il rapporto con il lavoro, il denaro e la relazione tra esseri umani e tecnologia, inclusa l’intelligenza artificiale.

Attraverso cinque sessioni tematiche, gli studenti sono invitati a mettere in discussione modelli consolidati, affrontare dilemmi etici e collegare i testi letterari a situazioni organizzative reali. Dai miti fondativi come Prometeo, fino a Zola, Victor Hugo, Mary Shelley e autori contemporanei come Amélie Nothomb e Alain Damasio, la letteratura diventa uno strumento per riflettere sulle responsabilità della leadership e sull’impatto delle decisioni manageriali sulle persone e sulla società.

Il pensiero critico, un’abilità da sviluppare per i leader del futuro 

In un’epoca segnata dal rapido sviluppo tecnologico e dalla transizione sostenibile, i leader saranno sempre più definiti dalla loro capacità di pensare in modo critico e di confrontarsi con prospettive diverse. L’innovazione tecnologica rappresenterà un pilastro fondamentale per affrontare sfide globali complesse, ma altrettanto centrale sarà la collaborazione. I laureati dotati di una comprensione profonda e sfumata delle diverse esperienze umane saranno i più preparati a guidare questi sforzi cooperativi.

Alle imprese non è più richiesto soltanto di generare profitti, ma di svolgere un ruolo attivo nella creazione di valore per la società. Le competenze tecniche sono essenziali per migliorare l’efficienza organizzativa, ma l’integrazione delle discipline umanistiche nella formazione in business e management insegna agli studenti a bilanciare le performance finanziarie con l’attenzione verso le comunità che li circondano. Ciò include dipendenti e clienti, così come altri gruppi potenzialmente vulnerabili alle conseguenze di pratiche aziendali irresponsabili, come i danni ambientali.

Le Business School hanno il compito di formare la prossima generazione di leader perché questa sia in grado di comprendere la portata umana delle sfide complesse. I CEO, gli imprenditori e i manager di domani dovranno essere capaci di mettersi nei panni degli altri. Ed è proprio questo che la letteratura, da sempre, insegna a fare.

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