Innovazione e sostenibilità nel settore agroalimentare: tema attuale e decisivo del XX Congresso Nazionale dei Chimici e dei Fisici

Innovazione per la qualità, la sicurezza e la tracciabilità degli alimenti, sostenibilità dei sistemi agroalimentari e creazione di materiali bio-based progettati per il packaging alimentare sono alcuni dei temi chiave della sessione “Dall’alimento al packaging: un processo sostenibile” che, questa mattina, ha dato il via alla seconda giornata del XX Congresso Nazionale dei Chimici e dei Fisici a Paestum (SA). A moderare gli interventi è stata Daniela Maurizi, chimica e esperta di sicurezza alimentare, che ha ricordato come il Congresso sia l’occasione per celebrare i 95 anni della professione di chimico e i 5 anni di quella di fisico, sottolineando il ruolo fondamentale di queste discipline nel contribuire a creare un mondo più equo e rispettoso dell’ambiente. Ha poi introdotto il tema della sostenibilità e sicurezza alimentare, evidenziando come la chimica e la fisica possano intervenire nel ciclo di vita degli alimenti e dei loro imballaggi, dal campo alla tavola, per garantire qualità, sicurezza, efficienza, riduzione degli sprechi e dell’impatto ambientale. Ha infine dato spazio a un dibattito sulle prospettive di una filiera, quale quella agroalimentare, che rappresenta il primo comparto Made in Italy per valore generato ed è quindi assolutamente cruciale per il nostro Paese.

La produzione alimentare è oggi una delle macroaree di maggior interesse e proprio per questo è necessario un reale tentativo di migliorarla e innovarla in tutti i suoi aspetti, facendo in modo che essa sia anche il più possibile sostenibile.

Negli ultimi anni è infatti emersa con evidenza la fragilità dell’attuale modello di produzione e consumo agroalimentare a livello mondiale, basato quasi esclusivamente su una logica di sfruttamento delle risorse naturali volto a favorire un modello di sviluppo e crescita illimitata, influenzando negativamente la qualità della vita con un impatto ambientale sempre più elevato. L’obiettivo deve essere dunque quello di produrre sempre più e meglio ma con meno risorse e riducendo significativamente gli sprechi, al fine di raggiungere un sistema più sostenibile. Le aree su cui intervenire sono numerose e proprio per questo è necessaria la presenza di osservatori permanenti in grado di condividere informazioni a cui le aziende possano accedere per ricercare soluzioni consone e indirizzate ad un costante miglioramento. Le nuove tecniche di innovazione che saranno introdotte prevedono l’utilizzo di biotecnologie per il miglioramento qualiquantitativo delle produzioni agroalimentari, un’agricoltura conservativa e di precisone, il rinnovamento di processi e prodotti per migliorare qualità e tracciabilità della filiera e infine un’integrazione tra agricoltura ed energie rinnovabili, per coniugare produzione agricola ed energetica prestando grande attenzione alla salvaguardia del paesaggio.

La sessione odierna ha visto la partecipazione di diversi relatori, che hanno presentato le loro esperienze e le loro ricerche in ambito agroalimentare, con un approccio multidisciplinare e innovativo. Il Ministero della salute ha fornito il punto di vista delle istituzioni ed una panoramica sullo stato dell’arte della sicurezza alimentare, con particolare attenzione alla multidisciplinarietà dei processi; a seguire l’Istituto Superiore di Sanità, che ha parlato di nanotecnologie applicate agli alimenti, mentre l’Università la Sapienza ha presentato un ampio progetto di ricerca europeo dal nome Metrofood-IT, presentato ed approvato nel 2015, discutendo anche di biopackaging sostenibile, tema attualissimo su cui l’intera filiera alimentare sta lavorando. È stato poi trattato il tema della sostenibilità e della gestione delle risorse idriche, cruciale per garantire un ciclo di vita dell’alimento che minimizzi gli sprechi.

L’Istituto zooprofilattico sperimentale ha presentato lo stato dell’arte della gestione del rischio, con un focus sulla sostenibilità ambientale ed il Mezzogiorno.

L’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA) ha invece parlato dell’innovazione e della sostenibilità del settore agroalimentare, con un focus sull’industria. A chiudere la sessione, la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari (SSICA), eccellenza del territorio, che ha festeggiato l’anno scorso il centesimo anno dalla sua fondazione, con un focus sul settore delle conserve.

Nei vari interventi succedutisi è emerso come la chimica e la fisica giochino un ruolo fondamentale nel settore alimentare, offrendo strumenti e metodologie per garantire la qualità, la sicurezza e la tracciabilità degli alimenti, nonché per sviluppare materiali bio-based per il packaging. Alcuni esempi sono il modello “Passaporto dell’alimento“, che consiste in protocolli di certificazione basati sull’utilizzo di attrezzature di analisi presenti nelle strutture di ricerca o portatili, che permettono di verificare le caratteristiche e l’autenticità dei prodotti alimentari.

Parallelamente il progetto METROFOOD-IT costituisce una rete di competenze, strumentazioni fisiche e una infrastruttura elettronica utile per mettere a punto di procedure, sviluppare materiali di riferimento, misurare e condividere dati con la stessa strategia del PASSAPORTO, ma non in ottica di definire un nuovo marchio bensì di supportare i sistemi produttivi e gli organi di controllo, nell’interesse di tutte le parti, in primo luogo dei consumatori.

Da ultimo il progetto “BioPack”, che mira a creare packaging costituiti da materiali biodegradabili e riciclabili, che siano in grado di conservare gli alimenti in modo sicuro ed efficace, mantenendo funzioni antibatteriche e antiossidanti. Ciò permetterebbe di eliminare quasi totalmente la plastica che ad oggi è ancora il materiale più utilizzato per la produzione di packaging alimentare e il suo smodato utilizzo comporta gravi danni a livello ambientale in quanto spesso non smaltita correttamente.

Questi sono solo alcuni dei temi trattati durante il Congresso, che si propone di essere un’occasione di confronto e di aggiornamento per tutti coloro che operano nel settore agroalimentare, o che sono interessati alle sue implicazioni scientifiche, economiche e sociali.

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