In vacanza con l’architettura botanica di Matteo Thun

Circondato da frutteti, il vigneto ospita la struttura ricettiva progettata da Matteo Thun & Partners nel rispetto dell’ambiente e in totale armonia con la natura.

Una sorta di villaggio costruito per godere pienamente dell’esperienza della lavorazione e produzione del vino e della frutta.

L’architetto italiano Matteo Thun ha condiviso e sostenuto l’idea della famiglia Longen sviluppando un progetto di ampliamento e integrazione della struttura produttiva esistente, in linea con il suo approccio olistico e sostenibile all’architettura. Immerso tra gli alberi da frutta il nuovo intervento riflette la filosofia della famiglia Longen. Ognuna delle venti piccole abitazioni è circondata da un giardino privato con alberi da frutta e affiancata da una terrazza in legno. Gli ospiti possono scegliere caratteristiche e tipologia dei giardini, prendersi direttamente cura di essi durante la loro permanenza e godere dei frutti del proprio raccolto.

Il design dei 20 m2 delle abitazioni in ardesia, guarda alla luminosità dello spazio, e alla purezza e semplicità delle forme. Nella composizione degli interni abbondano il legno e le tonalità del bianco, accoppiate ai tessuti tradizionali e ai materiali naturali. Il pavimento ligneo collega l’interno con la terrazza esterna, creando uno spazio fluido e continuo, separato solo da un’ampia porta vetrata.

Il progetto è stato insignito del premio “Architekturpreis Wein 2013“, assegnato dal Ministero per l’ambiente, l’agricoltura, l’alimentazione, la viticoltura e forestale del Land Renania-Palatinato, insieme all’Associazione Viticoltori Tedeschi e alla Camera degli Architetti dello stesso Land.

Filosofia progettuale

Paesaggio naturale e culturale – Architettura e paesaggio – Genius Loci – Architettura botanica

Da sempre, l’uomo è vissuto nella natura, interagendo con essa, esplorandola e sfruttandola e dando così vita al “paesaggio culturale”. Il paesaggio culturale testimonia quindi l’interazione progressiva dell’uomo con la natura.

Il paesaggio naturale porta in sé la bellezza, mentre il paesaggio culturale mantiene una sua bellezza solo laddove l’intervento abbia saputo rispettare il Genius Loci, il carattere del luogo. Per poter interagire in maniera rispettosa con un luogo è necessario conoscerlo a fondo, saperlo apprezzare e immedesimarsi in esso. Per un architetto, questo significa doverne esplorare le particolarità geografiche, naturalistiche, meteorologiche e culturali. E progettare rispettando tutte queste particolarità. Si può quindi dire che l’architettura può prendere spunto dall’agricoltura estensiva, intervenendo sul terreno, ma non sfruttandolo oltremodo.

Il “progettare sostenibile” è una conseguenza automatica del “rispetto del Genius Loci”: solo proteggendo conservando un luogo, lo si rispetta fino in fondo. Al di là dell’espressione creativa nell’architettura, questo comporta per Matteo Thun & Partners il rispetto di “3 Zero”:

– Zero Chilometri che richiama l’attenzione della scelta di materiali di costruzione provenienza da siti locali, puntando ad un trasporto “chilometro zero”;

– Zero CO2: l’obiettivo è quello di applicare tecniche costruttive ad emissioni CO2 tendenti a zero, atte alla realizzazione di edifici che emettano meno CO2 possibile;

– Zero rifiuti: in considerazione dell’intero ciclo di vita di un edificio o di un prodotto, si punta all’ottimizzazione del bilancio dei rifiuti.

Laddove l’architettura rispetta il luogo e la natura e si integra armoniosamente nel paesaggio nascono nuovi luoghi di riferimento per l’uomo, nasce una “casa”: un luogo che mantiene il suo valore nel tempo e che in questo senso è sostenibile.

Per “architettura botanica” Matteo Thun & Partners intende un vero e proprio dialogo dell’edificio con il paesaggio culturale che crea punti di incontro sinergici. La natura diventa quindi parte integrante del progetto, diventa orto, partizione, o molto altro ancora

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