Con l’arrivo dell’estate e delle tanto attese ferie, per molti professionisti si ripropone la sfida di riuscire a disconnettersi realmente dal lavoro. Se la pianificazione di una trasferta lavorativa avviene con precisione e cura, spesso la partenza per le vacanze viene affrontata in modo frettoloso, lasciando irrisolte attività, e-mail e preoccupazioni.
GoodHabitz, piattaforma internazionale di formazione aziendale, propone un nuovo approccio: pianificare le ferie – e i giorni che le precedono – con la stessa attenzione riservata agli impegni professionali, con l’obiettivo di garantire una vera pausa dal lavoro e favorire il benessere personale.
Nasce così il business plan per la disconnessione reale: una strategia concreta pensata per consentire ai professionisti di vivere il periodo di riposo in modo pieno ed efficace, tornando al lavoro con maggiore lucidità, energia e motivazione.
Di seguito 5 step per organizzare e strutturare i giorni lontani dalle “sudate carte”, come se fossero una riunione con il cliente più importante: noi stessi.
1. Preparare la “valigia delle priorità”: stilare un elenco dettagliato delle attività in sospeso, suddividendole tra quelle da completare prima della partenza, quelle da delegare in modo chiaro e quelle che possono essere posticipate senza sensi di colpa;
2. Creare il “passaporto della tranquillità”: predisporre per il team un documento condiviso contenente contatti utili, procedure operative, FAQ, al fine di ridurre al minimo le interazioni durante l’assenza;
3. Impostare la “dogana digitale”: disattivare le notifiche, attivare una risposta automatica creativa che indichi chiaramente il periodo di indisponibilità e la data di rientro, comunicando in modo trasparente la propria assenza;
4. Lasciare un piccolo “souvenir” al team: condividere una nota motivazionale, una playlist estiva o una selezione di letture consigliate, per rafforzare lo spirito di squadra e promuovere un clima positivo;
5. Fare il check-in mentale: dedicare alcuni minuti a visualizzare la propria vacanza libera da pensieri lavorativi, favorendo così un autentico distacco e un recupero completo delle energie.
“In un mondo sempre connesso, la capacità di staccare (letteralmente) rappresenta una forma di leadership personale” – sottolinea Paolo Carnovale General Manager di GoodHabitz Italia. “Quello che vorremmo suggerire, come esperti di formazione, è un piccolo allenamento di consapevolezza dell’importanza del prendersi cura di sé, “soft skill” fondamentale per rafforzare la fiducia, migliorare la collaborazione e rendere il rientro più sostenibile.”




















