Anche nell’ultimo weekend della Venice Design Week 2025, il festival organizzato dall’associazione culturale Arte e Design Venezia e dedicato al design e all’innovazione, sarà protagonista la coppia di termoarredi olfattivi di MAARMO, “UbriAAco” ed “AArtichoke”, che sono tra le opere selezionate per l’evento ed esposte presso la Chiesa di San Leonardo nell’ambito dell’esposizione di Interior Design dedicata al tema “TEMPORA”. Accomunati dal rilascio dolce e graduale di un calore profumato, in questi elementi di design il tempo diventa la materia prima principale, infatti la produzione di questi termoarredi prevede una lunga serie di momenti in cui aspettare, aspettare che gli scarti di lavorazione si uniscano e gioiscano tra loro piano piano, senza fretta, aspettare ancora che i prodotti si riposino almeno per una settimana nella sala dio stagionatura.
Ed il modello UbriAAco in particolare è il primo termoarredo affinato in barrique, che dà un nuova vita agli scarti di un’altra grande produzione Made in Italy, quella del vino; l’idea iniziale nasce a settembre 2022 osservando i coltivatori impegnati nella vendemmia dei numerosi vitigni che circondano la sede produttiva immersa nel verde della campagna tra Treviso e Pordenone, alla costante ricerca di proporre prodotti unici e naturali, ispirati dall’intenso profumo dell’uva fresca diffuso nell’aere. Attraverso diversi confronti sia con i locali vignaioli che frequentano l’atelier di Villotta di Chions (PN) sia con alcuni tecnici esperti di prodotti lapidei, è stata messa a punto la sequenza corretta del processo di affinamento e la selezione delle tipologie di scarti più adatti per dare la colorazione voluta e per garantire l’emanazione equilibrata di un aroma fruttato. A distanza di 18 mesi ecco dunque, finalmente, i primi modelli di termoarredo “UbriAAco”, con cui scaldare e profumare le case in mondo naturale e con uno stile unico ed inconfondibile.
Nel modello AArtichoke si valorizzano invece gli scarti della pianta del carciofo, di cui viene scartato fino al 75%. Fusi insieme, gli scarti di marmo e carciofo danno vita a un termoarredo dal tenue tono verde erba e con una fragranza leggera e naturale, che porta negli spazi un tocco autentico di natura. Il nome prende spunto dal fatto che nel mondo la traduzione di “carciofo” è simile: Artischocke in tedesco, ArtiŠok in russo, Atichoku in giapponese, Alcachofra in portoghese, Artichoke in indonesiano; fondamentale è stata la collaborazione con Circular Fiber Srl, realtà veneziana che ha brevettato Karshof, una farina funzionale e sostenibile ottenuta dagli scarti del carciofo trasformati in un ingrediente versatile.
Nel corso della preparazione della crema di marmo viene aggiunta progressivamente una percentuale di farina di carciofo: questa fase richiede particolare cura in quanto la natura “viva” degli scarti di carciofo, ricchi di fibra e di polifenoli nobili, esige un attento monitoraggio della fase di miscelazione in cui la crema deve sempre restare fluida e morbida. Segue poi la fase di stagionatura e asciugatura di circa 10 giorni, in cui il radiatore viene girato più volte per garantire un’asciugatura uniforme e regolare.
Questi modelli concretizzano la missione di MAARMO che sta lavorando per dare nuova vita agli scarti delle filiere del made in Italy; tutti i termoarredi ecologici di MAARMO sono realizzati utilizzando la polvere di scarto generata durante il taglio del marmo nelle cave veronesi; questo scarto viene mescolato con l’acqua, creando la famosa “crema di marmo” che viene versata in uno stampo, come una torta, La crema, grazie alla formula speciale, si consolida, senza fase di cottura, quindi con un processo a freddo, per riottenere un pannello di marmo che garantisce pertanto un “impatto zero”. Una volta consolidato il pannello necessita di una fase di “stagionatura” in una sala a temperatura costante, ed a rafforzare l’imprinting green successivamente la vernice viene stesa con un pennello a mano, vernice rigorosamente a base acqua.




















