Al via la Community della ricerca tra le università del Veneto

Una piattaforma per i ricercatori del Veneto, coordinata dall’Università Iuav di Venezia e dalla Regione del Veneto con il sistema universitario veneto. Iuav metterà a disposizione strategie e strumenti per l’organizzazione delle informazioni, la comunicazione e la disseminazione dei risultati. Oltre 170 ricercatori, ricercatrici e docenti hanno partecipato all’evento di lancio il 24 maggio a Palazzo Badoer, promosso dall’Università Iuav di Venezia e dalla Regione del Veneto insieme a Ca’ Foscari e alle università di Padova e di Verona. 


Il ruolo strategico della ricerca è stato messo in evidenza dal rettore Benno Albrecht che ha sottolineato la “necessità di pensieri propositivi e organici di lungo respiro e non a spot, nuovi orizzonti nel paradigma della sostenibilità capaci di andare verso la nuova forma di ‘pensiero post sostenibile’ dove il ruolo della ricerca è imprescindibile”. Il direttore dell’Area Politiche economiche, capitale umano e programmazione comunitaria della Regione Veneto Santo Romano ha posto l’accento sui numeri: oltre 40 milioni sono stati investiti nella ricerca dal 2008 per un totale di circa 1300 assegnisti, 427 dei quali nel programma 2018-2023 che ha visto 179 progetti finanziati in quattro atenei regionali.

Per il direttore della Ricerca Iuav Francesco Musco “Il progetto, con il coordinamento della nostra università, mira a mettere in rete, promuovere e comunicare gli esiti di ricerche e sperimentazioni sostenute in questi anni e in corso, tramite il Fondo Sociale Europeo (FSE), favorendo processi di ricerca applicata per il territorio, le aziende e l’innovazione industriale in tutti i campi disciplinari. Lo  strumento che mettiamo a disposizione rafforza le collaborazioni nell’ambito delle ricerche competitive, anche sul versante dei programmi regionali e del PNNR”.

Quattro le storie di successo nate in ambito accademico e divenute opportunità di lavoro e collaborazione tra giovani ricercatori e tessuto produttivo e imprenditoriale grazie ai FSE (Fondi Sociali Europei), raccontate nel corso della giornata: un sistema di tecnologie per rimuovere l’anidride carbonica dai flussi gassosi industriali e per il riutilizzo di colture microalgali per la produzione di energia (Ca’ Foscari, Veritas tra i partner); un progetto per il functional food e nutraceutica per il benessere del consumatore (UniPd, partner la centrale del Latte di Vicenza); il riuso dei prodotti di scarto delle viti per fortificare i prodotti da forno con elementi in grado di ridurre l’indice glicemico (UniVr, con partnership dall’Argentina); il riutilizzo materiali e scarti provocati dai conflitti per trasformarli in risorse, anzi strategie per una “ricostruzione circolare” (Iuav, con l’attivazione di uno Spin-off che diffonde questa visione).

Gli esiti di questi progetti necessitano di un’identità visiva comune per essere veicolati, come ha ricordato Davide Crippa, docente Iuav, citando l’esempio di iNest, rete di interconnessione per l’innovazione a Nord-est a cui ugualmente Iuav ha offerto strumenti e strategie di comunicazione.

L’assessore regionale Elena Donazzan ha concluso parlando di “sfide davanti a cui ci mette oggi l’Europa, che chiede sempre più ricerca applicata. Le nostre università hanno un potenziale e un futuro straordinario davanti, con la Regione Veneto che continua a credere e scommettere investendo con assegni di ricerca che danno benefici non solo a tanti giovani ma anche a diverse aziende del territorio”.

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