Natura Nuova a Roma per la Giornata internazionale contro lo spreco alimentare

Gabriele Longanesi interviene alla presentazione del Rapporto Waste Watcher 2026.


Natura Nuova di Bagnacavallo ha partecipato il 29 settembre a Roma alla presentazione del Rapporto 2026 dell’Osservatorio Waste Watcher International, promosso dalla campagna Spreco Zero e ospitato nella Sala Igea dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani. L’appuntamento si è svolto in occasione della 7ª Giornata internazionale di Consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari. Natura Nuova ha preso parte alla giornata con un doppio ruolo: nel confronto dedicato alle strategie di prevenzione dello spreco alimentare e nella consegna del Premio Vivere a Spreco Zero 2026 per la categoria Biodiversità.

Tra i dati presentati dal Rapporto Waste Watcher, uno restituisce con particolare immediatezza la dimensione economica del fenomeno: nelle case italiane il cibo sprecato vale oltre 6,5 miliardi di euro ogni anno. Una perdita che non riguarda soltanto gli alimenti acquistati e non consumati, ma tutte le risorse impiegate per produrli, trasformarli, confezionarli, distribuirli e, infine, smaltirli.

Alla tavola rotonda è intervenuto Gabriele Longanesi (nella foto), Amministratore Unico di Natura Nuova, concentrandosi sul rapporto tra alimentazione, agricoltura, uso delle risorse e responsabilità della filiera.

«Contrastare lo spreco significa prima di tutto riconoscere il valore del cibo», ha sottolineato Longanesi. «Un’alimentazione sana e accessibile svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione e nella qualità della vita. Allo stesso tempo dobbiamo considerare le risorse necessarie per produrre ciò che mangiamo: l’Italia dipende in misura rilevante dalle importazioni di materie prime agricole e sprecare cibo significa sprecare anche suolo, acqua, energia e lavoro utilizzati, spesso, in altri Paesi».

Un secondo tema ha riguardato l’agricoltura di precisione e l’efficienza nell’impiego delle risorse, strumenti sempre più importanti per ottenere produzioni adeguate riducendo le inefficienze lungo la filiera. Longanesi ha richiamato anche il peso ambientale ed economico degli imballaggi, sottolineando la necessità di intervenire non soltanto sulla fase finale dello smaltimento, ma sulla loro progettazione e sul loro utilizzo. «Su questi temi nessun soggetto della filiera può lavorare da solo», ha aggiunto Longanesi. «Serve un confronto continuo tra produttori, industria alimentare, grande distribuzione e ristorazione collettiva, perché le soluzioni devono funzionare lungo tutto il percorso del prodotto».

Al centro dell’intervento anche il valore delle tradizioni alimentari territoriali e della biodiversità. La qualità dell’alimentazione, secondo Natura Nuova, non dipende esclusivamente dalla quantità degli alimenti disponibili, ma anche dalla varietà delle materie prime, dalla conoscenza dei prodotti e dalla capacità dei territori di conservare abitudini alimentari costruite nel tempo.

La partecipazione di Natura Nuova si è conclusa con la consegna da parte di Gabriele Longanesi a Francesco Cancellieri, Presidente di AssoCEA Messina APS, del Premio Vivere a Spreco Zero 2026 per la categoria Biodiversità, assegnato alla Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia, realtà che dal 1927 si occupa di conservazione e miglioramento genetico delle varietà storiche di cereali e legumi siciliani, con menzione speciale al progetto pOd Gelato Vegetale.

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